domenica 6 novembre 2011
domenica 9 ottobre 2011
DreamMaker
I first bumped into this song through a random listening of WLT, a nice music channel, despite its concerning hypster vibe.
This is Mr. Conor O'Brien, aka The Villagers, a quite talented Irish musician.
What I just love of the video is the authenticity of the home session. Finally, a session set in a true house, more, in a kitchen! Those Christmas lights, and that charming view out of the window suddendly made me think of Northern countries, and enhanced the will to travel.
Great voice and rising sequence: I'm eventually in pieces, yet in peace, too!
light blue
Here's a good combination of image and sound. Truly, the original song this video was meant for is not that appealing to me. One more thing, the girl's hair are just amazingly inspiring!
giovedì 29 settembre 2011
mercoledì 27 aprile 2011
al lavoro!
"Non c'è nulla di male nell'avere grandi pretese, ma c'è solo una vita da vivere. Se non accetti quel che la vita ti offre, non ti resta che appoggiarti alla fantasia: a lungo andare, essa è saporita e nutriente esattamente quanto il buco delle ciambelle." (Cit. "Su con la vita, Charlie Brown!")
mercoledì 6 aprile 2011
Un discorso da incorniciare + delirio spiccio
http://www.youtube.com/watch?v=lwoGAS6YXZA
Pazzia di massa, un'espressione significativa. Un grosso magnete posto nel baricentro della terra ci attrae.
La nostra percezione è che siamo attratti ciascuno dalla vita degli altri, che assurgiamo a modello o ideale della nostra. Forse la realtà è diversa dalla nostra intuizione: siamo tutti vicini perchè attratti da una unica forza che ci ricongiunge.Il magnete appunto, l'empatia, che non è tra me e te, ma tra me e l'esterno, tra te e l'esterno. A cosa ci porta l'empatia? All'alienazione dalla cosa in sè, dall'interiorità, dal nostro spazio interno, può darsi. Alla giustapposizione del' immagine di sè con il sè vero e proprio. Infine alla loro sostituzione.
Un paio di riflessioni su questo. La prima è che la sostituzione non è del tutto inconscia come può sembrare, altrimenti questo monologo non sarebbe stato scritto, altrimenti non lo condivideremmo, non farebbe nascere dubbi o più semplicemente non lo capiremmo. Conosciamo il problema, ma questo ci viene alla mente solo in alcuni momenti. Guardiamo o abbiamo guardato tutti la televisione, eppure riusciamo a criticarne il potere illusorio. Un errore certo nasce nel distinguere noi stessi dalla massa, nel ritenerci a un metro da terra, nell'estirparci dal "fascio" dei fruitori di mass-media.
La seconda riflessione, che poi è una replica, è : cosa sarebbe questo Io da cui evadiamo con le nostre proiezioni esistenziali alternative? e se noi fossimo semplicemente Uno, cioè quello che creiamo con la manipolazione quotidiana sul calco dei modelli altrui? La molteplicità delle forme dell'Essere mi consente di spiegare perchè molto spesso mi trovo a tu per tu (per tu per tu) con me stesso, con quello che vorrei divenire, quello che sono da solo, quello che sono con gli altri, quello che sono per effetto degli altri. Non a capire se ne esiste una autentica,di forma, o se sono i miei schemi mentali a esigere costantemente un'unica verità (la Verità).
Pazzia di massa, un'espressione significativa. Un grosso magnete posto nel baricentro della terra ci attrae.
La nostra percezione è che siamo attratti ciascuno dalla vita degli altri, che assurgiamo a modello o ideale della nostra. Forse la realtà è diversa dalla nostra intuizione: siamo tutti vicini perchè attratti da una unica forza che ci ricongiunge.Il magnete appunto, l'empatia, che non è tra me e te, ma tra me e l'esterno, tra te e l'esterno. A cosa ci porta l'empatia? All'alienazione dalla cosa in sè, dall'interiorità, dal nostro spazio interno, può darsi. Alla giustapposizione del' immagine di sè con il sè vero e proprio. Infine alla loro sostituzione.
Un paio di riflessioni su questo. La prima è che la sostituzione non è del tutto inconscia come può sembrare, altrimenti questo monologo non sarebbe stato scritto, altrimenti non lo condivideremmo, non farebbe nascere dubbi o più semplicemente non lo capiremmo. Conosciamo il problema, ma questo ci viene alla mente solo in alcuni momenti. Guardiamo o abbiamo guardato tutti la televisione, eppure riusciamo a criticarne il potere illusorio. Un errore certo nasce nel distinguere noi stessi dalla massa, nel ritenerci a un metro da terra, nell'estirparci dal "fascio" dei fruitori di mass-media.
La seconda riflessione, che poi è una replica, è : cosa sarebbe questo Io da cui evadiamo con le nostre proiezioni esistenziali alternative? e se noi fossimo semplicemente Uno, cioè quello che creiamo con la manipolazione quotidiana sul calco dei modelli altrui? La molteplicità delle forme dell'Essere mi consente di spiegare perchè molto spesso mi trovo a tu per tu (per tu per tu) con me stesso, con quello che vorrei divenire, quello che sono da solo, quello che sono con gli altri, quello che sono per effetto degli altri. Non a capire se ne esiste una autentica,di forma, o se sono i miei schemi mentali a esigere costantemente un'unica verità (la Verità).
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